Nello Shodō gli strumenti principali sono il pennello, l'inchiostro, la carta di riso ed ovviamente altri strumenti necessari. Adesso andremo a vederli insieme.
L'INCHIOSTRO.
Ci vuole tempo per prepararlo con il sumi: il bastoncino solido d'inchiostro nero. La pietra su cui si strofina il sumi si chiama suzuri, che deve essere liscia come la "pelle di un bambino", così si dice in Giappone.
Si aggiunge dell'acqua pura e in dosi diverse per creare varie sfumature di nero.
Si dice che in una bella composizione ci devono essere “cinque neri”.
Il tempo che serve per la preparazione dell'inchiostro è il tempo ci vuole per liberarsi dai pensieri della vita quotidiana, per creare il vuoto dentro di sé, per permettere alla propria energia di esprimersi liberamente, di posarsi sul foglio. Quindi è necessaria una preparazione accurata e lunga per un atto veloce, spontaneo, naturale.
Il segno è energia, quindi vita. Il segno è nero e pieno, la carta invece è vuoto, bianca. Il vuoto è ciò che permette al pieno di esistere. Quindi il vuoto è molto importante e deve essere rispettato. E' il bianco della "carta di riso".
Il segno è vario: può essere vigoroso, raffinato, audace, leggero, libero.
Le linee sono diverse: dritte e sicure oppure morbide e incerte, secche, spesse, sottili. Il punto é la conclusione di un movimento precedente oppure l'inizio di un movimento che comincia.
LA CARTA
La "carta di riso" assorbe l'inchiostro immediatamente appena è toccata col pennello bagnato ed il gesto è subito concluso. Non c'é più possibilità di correggere. In questo consiste la grande difficoltà dello Shodo.
LA SCRITTURA (*)
La scrittura giapponese proviene dalla Cina. I Kanji 漢字 sono gli ideogrammi. Hiragana ひらがな e Katakana カタカナ sono gli alfabeti sillabici introdotti dai giapponesi. I Maestri di Shodō spesso utilizzano ideogrammi antichi in forme codificate nel tempo raccolti in preziosi dizionari.
I TIPI DI CALLIGRAFIA
Ci sono tre tipi di calligrafia: Kai-sho 楷書 , Gyo-sho 行書 e So-sho 草書 .
Kai-sho.
La forma del Kaisho è squadrata. C’è poco movimento e molto equilibrio.
Per questo si chiama 真書 "Shin-sho" (calligrafia pura - vera - originale).
Gyo-sho.
Il Gyo-sho è il tipo di calligrafia che si trova a metà tra il Kai-sho (troppo duro) e il So-sho (molto libero) e quindi difficile da capire.
So-sho.
Il Sou-sho è il modo di scrivere più veloce e più libero. Si omettono addirittura alcuni tratti dei Kanji, per cui lo stile è artistico e amato dagli specialisti, ma molto difficile da capire e interpretare. Sembra che dallo stile So-sho sia nato il 仮名 Kana nel periodo di Heian. Anticamente solo le donne usavano i Kana che si chiamano appunto 「女手」“Onnade” (Mano di donna) e sono usati molto per le poesie (Waka).
Il Kanji è maschile e forte, invece il Kana è femminile e fluente.
Possiamo giudicare la calligrafia in base alla bellezza della espressione della linea, della forma, dello spazio, del colore dell’inchiostro o al contenuto e alla personalità del calligrafo.
JISSAI 実際 = la pratica
Le fasi dello Shodō. Bisogna prima di tutto studiare la forma corretta del segno (hiragana o kanji), poi evidenziare la bellezza e rendere l'espressività dei segni.
Il pennello è uno strumento molto delicato e la punta è difficile da controllare. Bisogna ripetere gli esercizi molte volte.
Sono ugualmente importanti la tecnica e l'atteggiamento della mente.
Infatti lo Shodō è come una forma di meditazione.
Per prima cosa s’impara come si tiene in mano il pennello e s'impara il gesto senza pensare troppo. Solo quando il gesto è interiorizzato si è raggiunta una certa scioltezza.
TADASHII SHISEI 正しい姿勢- = la posizione corretta
Con la carta piccola:
bisogna sedersi con il busto diritto. Il corpo non si muove e il pennello è in equilibrio.
Con la carta grande:
bisogna posizionarsi a terra avendo in mente il progetto finale e sistemandosi non esattamente al centro.
Con il rotolo di carta di riso:
anticamente si teneva il rotolo nella mano sinistra e si scriveva con la destra.
Oggi si tiene il rotolo direttamente sullo scrittoio
UDE NO KAMAE 腕の構え = la posizione del braccio
1) Kenwanho:
la mano sinistra tiene il foglio; la destra sta sospesa e il pennello poggia sul foglio. Serve per scrivere caratteri di grande dimensione. Le dita non si muovono, la spalla deve essere rilassata perché si muova bene il braccio (né troppo alto né troppo basso).
2) Teiwanho:
la mano sinistra tiene il foglio; la destra è leggermente appoggiata al foglio per poter scorrere. Serve per dimensioni medie e piccole. Bisogna mettere poca forza nelle dita e lasciare libero il polso. Non bisogna piegare il busto in avanti.
3) Chinwanho:
la mano sinistra è davanti alla destra sul foglio.
La mano destra poggia sulla sinistra come su un cuscino. Serve per dimensioni piccolissime. Attenzione alla spalla destra che deve essere molto rilassata.
FUDE NO MOCHIKATA 筆の持ち方- = la posizione del pennello
1) Tankoho:
si tiene il pennello come una penna o una matita.
Serve per scrivere lettere di piccole dimensioni.
2) Sokoho:
l'indice e il medio stanno davanti. Anche senza mettere troppa forza, può venire un segno forte. Attenzione: dato che ci si muove su spazi ampi si può perdere il controllo. E' adatto per kanji di grandi dimensioni. Normalmente il pennello si tiene con le dita a metà o nel terzo basso del manico del pennello. Se si scrive grande, si tiene più in alto. Se si scrive piccolo, più in basso.
DOGU NI TSUITE 道具について = gli strumenti.
I quattro tesori della cancelleria sono: FUDE 筆 SUMI 墨 KAMI 紙 SUZURI 硯 (pennello, inchiostro, carta, pietra). Il più importante è il pennello.
FUDE 筆 (pennello):
Hosaki no Sozai 穂先の素材- = il materiale della punta.
Può essere di pecora, cavallo, cervo, donnola, procione, gatto, lupo, coniglio, ecc. Per i principianti è meglio un pennello duro; i più bravi possono usare il pennello con la punta lunga e morbida.
Hosaki no Nagasa 穂先の長さ = la lunghezza della punta.
Può essere molto lunga, media, corta.
Fude no Futosa 筆の太さ = lo spessore del pennello.
Può essere grande, medio, piccolo o molto sottile.
TEIRE 手入れ = la manutenzione.
All'inizio, bisogna togliere la colla immergendo il pennello in acqua. In seguito, bisogna metterlo sotto l'acqua corrente del rubinetto e asciugarlo poco. Infatti se la punta è troppo asciutta i peli tendono a separarsi. Se il pennello non viene usato spesso si consiglia di mettere un antitarme.
SUZURI 硯 la pietra:
La superficie della pietra ben asciugata deve essere liscia come la pelle di un bambino. E' difficile capire l'alta qualità della pietra, quindi é sempre meglio rivolgersi a uno specialista.
Tankei = un tipo di pietra, di colore nero.
I professionisti di Shodō devono averne almeno una.
Kyojuseki = pietra di colore nero-bluverde
Tokaryoseki = anche questa è una pietra di buona qualità
SUMI 墨 = l'inchiostro fatto di colla e nerofumo.
In Cina si chiama Karasumi, in Giappone Wazumi.
Il wazumi ha poca colla ed è particolarmente adatto per l’hiragana.
KAMI 紙 = la "carta di riso"
Hanshi 半紙 = carta meno costosa usata molto negli esercizi
Jofuku 条幅 = carta lunga e larga per Kakejiku 掛け軸.
ALTRI ELEMENTI
SHITAJIKI 下敷き = tappeto
BUNCHIN 文鎮 = fermacarte
FUDEMAKI 筆撒き = portapennelli
FUDEOKI 筆置き = poggiapennello
SUITEKI 水滴 = contenitore d'acqua
Tutti questi oggetti possono essere scelti secondo il proprio gusto.